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Botte da cinema

Recensioni semi serie di film d'azione.Che sia un filmone mainstream, o il dvd sfigato che ad una settimana dall'uscita cinematografica, è sullo scaffale più nascosto di un autogrill della Roma-Napoli.Se lo vedo, e mi ispira, lo recensisco.Basta che ci siano le botte.Appunto, "Botte da cinema".[Sono ammesse divagazioni.Ma non troppe]

Cobra - come mixare Rambo e Rocky

Pubblicato su 5 Febbraio 2016 da Mec Maru in recensione, review, Action movie, Azione, Silvester Stallone, film, Cinema, cult, memories

Cobra - come mixare Rambo e Rocky

Buonasera a tutti!

Parto subito con lo scusarmi per la mia lunga latitanza dall'aggiornamento di questo blog (scusate, ho una vita staccato da questo pc), e nonostante di film, ne abbia visti molti dall'ultima recensione ad ora, ben pochi mi hanno ispirato qualcosa da scrivere.

Avrei voluto farlo per Creed, lo spin off generato dalla saga di Rocky Balboa, che è alla fine un Rocky 7 occulto.

Per la nuova impresa di Mr. Stallone, che si è già beccato un Golden Globe come miglior attore non protagonista, e molto probabilmente si porterà a casa l'Oscar sulla stessa categoria, mi sono persino scomodato a raggiungere il cinema più vicino casa mia.Cosa che raramente faccio..lo assicuro.

Tuttavia poi i giorni sono passati, il tempo per mettermi seduto qui davanti allo schermo scarseggiava, è le idee si sono sbiadite.

Magari, lo rivedrò presto, per colmare questa lacuna.

Però..la visione di Creed, ha scatenato uno strano effetto-fomento a catena, che mi ha portato fino a qui.

Nei giorni successivi, mi sono andato a recuperare, tutti i film di Rocky, dal primo fino al quarto (il 5 l'ho sempre disconosciuto, il sesto mi piace, ma non ho avuto ancora tempo di rivedermelo), e poi sono passato a Bullet to the head, per arrivare fino a Cobra.

Una specie di retrospettiva dei film del caro, vecchio, inossidabile Silvester.

Cobra, curiosamente, era un titolo che non avevo mai visto.

Pur sapendo che ha contribuito, in modo fondamentale, a creare l'iconografia del poliziotto duro ed un po' tamarro, con occhiali a specchio, e pistola decorata, poi ripreso anche da Verdone come caricatura in diversi suoi successivi film, lo avevo sempre snobbato, nelle tante repliche proposte su Italia 1, fino a scivolare su Rete 4, declassandolo come film per pensionati da sabato sera, prigioniero della visione che Stallone fosse solo Rocky, Rambo, I Mercenari, e al massimo Dredd o Demolition man.

E sbagliavo, clamorosamente.

E' un film del 1986, quindi post i primi 4 Rocky, ed i primi 2 Rambo, ed anche dopo un Terminator (che c'entra?Dopo capirete..)

E per fare un po' di background culturale, è stato prodotto in pieno periodo di Guerra Fredda, e soprattutto, in piena epoca reganiana.

In realtà, è stato tratto dal romanzo Facile Preda, di una tal Paula Goslig, che non ho mai letto.

Ma pare che Stallone, contattato dalla produzione dopo diversi rifiuti da parte di altri attori, ci abbia messo mano (strano..non lo fa mai..) in modo abbastanza deciso, e la trama del testo originario sia stata piuttosto modificata.

Nel cast, nella parte della protagonista femminile, c'è Brigitte Nielsen, all'epoca sulla cresta dell'onda, sia dal punto di vista carrieristico, sia della forma fisica (e lo si vede da alcune scene in cui posa in abiti succinti..), nonché, in quel periodo, compagna nella vita di Sly.

TRAMA: Marion Conbretti, detto Cobra, è un poliziotto di Los Angeles, poche parole, e dai modi duri e spicci, non si risparmia, quando serve, nel fare morti tra la delinquenza.

Così fa, quando un pazzo, appartenente ad una non ben definita setta, che vuole un nuovo ordine nel mondo, anche se non si capisce quale, prende in ostaggio un po' di gente, nel classico market americano, ammazzando anche un ragazzo, in modo del tutto immotivato.

Peccato che i capoccia di questa setta, tra cui pure una poliziotta che fa il doppio gioco, continuano ad ammazzare gente in modo indiscriminato e cruento.

Una sera, la modella Ingrid Knudsen (Brigittona), vede però il capo della setta che tenta di fermarla in mezzo alla strada con uno sguardo allucinato.Lei si spaventa e scappa.Lui è convinto che lei li abbia visti mentre stavano ammazzando una donna (ma non è vero, lei non ha visto un kaiser) e possa riconoscerli.

Si fa trovare nome, indirizzo, ecc dalla poliziotta complice, e da lì cominciano i tentativi in forze di farla secca.

Purtroppo per loro, a proteggerla ci si mette di mezzo il nostro Cobretti, che visto che ci sta, si cucca pure la danesona

Bene.

All'apparenza, Cobra rientra sicuramente in quel filone di film, fatti da Stallone, per puro intrattenimento.

E' spogliato dai significati di rivalsa verso la miseria, dei primi Rocky, o della propaganda anti-sovietica del quarto, così come quella di Rambo II; ne è possibile ravvisarci il racconto del disagio mentale dei reduci del Vietnam, e l'ostilità della società civile americana verso di loro, come fu per Rambo – First Blood.

Però se si va a scavare, viene preso tanto, di questi personaggi, e ben mixato nel protagonista principale.

Infondo, Cobretti ha la propensione psicotica alla violenza (ma solo a fin di bene), di Rambo, e, specie nei momenti di dialogo con Ingrid, viene fuori l'ironia e l'imbranataggine del miglior Rocky, nei corteggiamenti iniziali con Adriana.

Gli scenari di degrado urbano in cui si muove, sono ambientati a Los Angeles, ma potrebbe tranquillamente essere la Philadelphia di Rocky, così come la scena finale nella fonderia [si ok, SPOILER, ma è un film di 30 anni fa..direi che ce li possiamo concedere senza scriverlo più], non è ne più ne meno che una trasposizione industrial della fase "uno contro tutti" già vista nei due Rambo.

C'è comunque molto anche dei valori reganiani dell'epoca, di cui Stallone si era già fatto sufficientemente alfiere come detto prima, e sono ravvisabili nell'ormai mitico discorso sulla legge, nel finale (ma anche in altri dialoghi durante la pellicola), oltre al confronto tra il poliziotto duro e spiccio, ed il burocrate, che alla fine rappresenta il sistema, complice involontario del crimine, che si risolve con sonora vittoria del primo.

E pensare che io ero sicuro gli U.S.A. non avessero problemi di garantismo e certezza della pena verso i criminali...

Da appassionato di Schwarzenegger (..ma che c'entra..?) sono anche sicuro che Sly, all'epoca, fosse abbastanza preoccupato della rivalità cinematografica con l'austriaco, tanto da volerlo far fuori, almeno simbolicamente, nei suoi film.

L'antagonista di Cobra, il capo della setta, interpretato da Brian Thompson, per look, abbigliamento, fisionomia visiva, assomiglia fin troppo ad Arnold in Terminator (film in cui Thompson era presente tra l'altro); oltre a citarlo in modo occulto in diverse scene (di cui una clamorosa..vedi foto sotto), compresa quella finale nella fonderia.

Stallone questo giochetto infondo, lo aveva già fatto con Ivan Drago, tratteggiando un vilain robotico, ed assegnandolo ad un sontuoso Dolph Lundgreen, che come ho già esposto, è sempre stato, ne più ne meno che un clone cinematografico ben riuscito di Schwarzy.

Detto questo, Cobra è sicuramente un ottimo film, pur mancando dell'epicità e della profondità tematica delle principali saghe di zio Silvestro nostro, diverte, gronda anni 80' da tutti i pori (colonna sonora, montaggio, costumi, fotografia), e ci dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, che anche un titolo minore del genere action, di quell'epoca, è ancora in grado di fare il cu...emh di far mangiare la polvere, ai colossal odierni.

Chi è quello vero..?

Chi è quello vero..?

Tu sei la malattia, io sono la cura"

Marion "Cobra" Cobretti

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